Ciao Peppi,
le poesie del Corrado le avevo letto. In particolare quella riguardante il Petriano, scritta tanto tempo fa, ed i bagni che un tempo i giovani vi si facevano.
E' amaro e fa male ,a chi è nato ed ama quei luoghi, leggerle e sapere che il fiume non esiste più.
La scomparsa di un fiume dovrebbe deciderla la natura e non il sovrautilizzo delle acque che la centrale ne fa (per scelta degli umani), perché di questo trattasi.
Non credo trattarsi soltanto di romanticismo, ma di un problema che causa disagi di natura sia agricola sia sanitaria.
Poi, ipotizzando di trascurare che tutti siamo buoni a lamentarci, e che con il senno del poi tante cose non si ripeterebbero uguali; rimane penso il fatto che negli ultimi 40 anni la sequela d'errori commessi in Dasà ha raggiunti livelli elevati.
Speriamo che in futuro le cose possano migliorare e nel frattempo ti invio un caro saluto.