Apriamo con piacere questo post dedicato alle poesie su Dasà e lo inauguriamo con le prime due,
gentilmente inviateci dal dr. Nicola Corrado che, anche se vive a Roma, è molto legato al paese natio
e diverse volte durante l'anno e sempre nei periodi di festa è in mezzo a noi.
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SAN LORENZO
Ti vedo cinto ancora dal vento tenero
della sera attorno alle remote mura
e ai maestosi pini.
E vedo ancora i voli curvi degli uccelli
scagliarsi audaci sul pendio del fiume.
Tutto ancora mi parla di te:
dell ‘approdo antico sfuggito al saraceno,
dei resti opachi di una guerra vinta,
del pianto triste di un perduto amore.
Oh, cara, non è ancora giunto il tempo dell‘oblio
e non cerco invano nella mia memoria!
Come gazzella apparivi, agile e incerta,
con gli occhi a mandorla al primo amore
e niente, proprio niente, era per me più dolce
dei tuoi slanci dì giovinezza. –
Nicola Corrado
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PETRIANO
Fanciulli volteggiavamo nelle tue fluenti acque,
gai e leggeri ,come rondini che schiamazzano al primo arrivo.
Era d’estate e i profumi d’incanto degli orti
acquietavano i nostri cuori gitani.
Tempo è passato ormai, lo so.
Ora siamo dalle tumultuose schermaglie
stretti tra ciglioni affollati di pietre acuminate
e come zolfanelli viviamo (o abbiamo già vissuto)
ciò che era già scritto.
Nicola Corrado