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| Signora Elvira
Se n’è andata in una calda giornata d’estate; le sarebbe piaciuta poiché non sopportava il freddo.
Don Pietro Carnovale per ricostruirne la memoria si è dovuto affidare alle veloci informazioni raccolte ed alle letture del calendario liturgico. Così, complice il libro del Siracide, è stata definita mite.
Ma il suo primo attributo io credo sia: instancabile.
Non si è fermata mai, neanche quando la malattia l’ha resa obesa e costretta su una sedia a rotelle.
Sempre all’opera con e per i bambini, sempre con e per la Chiesa. Eppure quante defezioni al suo funerale! Che mestizia.
Ci manca la signora Elvira perché se n’è andata e perché nessuno ha sinora saputo sostituirla.
In questo vuoto di personalità forti i giovanissimi che a lei stavano tanto a cuore giacciono nell’ erramo più desolante.
Là dove un tempo c’era l’azione cattolica, il Vecchio Mulino, la società sportiva, il teatro, le sezioni di partito, la banda di Pino Natale, il gruppo folk, ora c’è il baratro del vuoto.
La signora Elvira non ha avuto figli suoi, ha avuto i figli degli altri. A generazioni sui banchi di scuola, tra i banchi di chiesa.
Ha vissuto l’amore francescano del ricevere donandosi.
La sua casa era un punto di incontro e di riferimento per tutti noi.
Con lei spesso ho cantato “io credo risorgerò”; lei, io credo, non può non essere risorta dopo una vita di donazione ed una lunga estenuante via crucis.
Con gratitudine
Mimmo Catania
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| Re: signora elvira (Italy) |
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| Caro Mimmo, ho appena letto la tua riflessione sulla morte della cara Signora Elvira e, oltre a condividerla in pieno, che ne dici di riconoscerle un altro pregio (odifetto): “indomabile”. Non si arrendeva mai. E quante umiliazioni ha dovuto subire nell’ambito della Chiesa, quando alcuni non condividevano le sue iniziative o il modo con cui intendeva realizzarle e la contrastavano in tutti i modi. Ma lei, imperterrita, andava avanti per la sua strada e poi il tempo gliene dava ragione. Vogliamo fare un esempio? Si prendeva cura dei bambini e li accompagnava ai Sacramenti della Comunione e poi della Cresima, con continuità e non li abbandonava, anzi trovava il modo di tenerli sempre vicini. E anche dopo, continuava a seguirli e ad impegnarli con iniziative varie, tipo recite, piccole gite, caccia al tesoro e frequenti raduni persino a casa sua, come tu stesso hai sottolineato.
Da quando la Signora Elvira non è stata più in condizioni di operare, che cosa è cambiato?
I ragazzi frequentano il Catechismo e subito dopo la Prima Comunione, arriva la crisi di rigetto verso la Chiesa; così pure dopo la Cresima, c’è l’allontanamento totale dalla Chiesa e, fatto ancora più grave, c’è l’allontanamento anche dalla vita attiva della comunità. Quindi ci troviamo senza ricambi generazionali e siamo costretti noi, ormai non più giovani, assieme a qualche vecchio allievo della Signora Elvira (vedi Mimmo Catania), a tirare la carretta delle iniziative nella comunità, purtroppo con i nostri limiti e con una mentalità, a mio parere, non molto capita dai giovani.
Ormai penso che il posto della Signora Elvira non lo prenderà nessuno. Speriamo nei nuovi Parroci, e poi… che Dio ci aiuti.
Con altrettanta gratitudine Peppi Giogà.
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