Permettimi, caro Salvatore, di fare un commento al tuo appassionato articolo.
Come avrai sicuramente visto mi sono registrato al sito, non perché lo ritengo interessante (sarebbe assurdo e presuntuoso giudicarlo sin da ora), ma soltanto perché ritengo che ogni iniziativa riguardante il nostro paese e le nostre tradizioni meriti il giusto appoggio.
Ad essere sincero non ho capito bene qual è il tuo pensiero riguardo al mantenimento delle tradizioni ed in particolare quelle riguardanti ‘Marti ‘i Pasca’ a Dasà. Oltretutto non è chiaro se le ritieni importanti o meno. Quindi adesso ti dico cosa penso io a riguardo:
Le tradizioni, dal punto di vista laico, sono la carta di identità di un paese, quindi in esse si identifica la storia e la cultura della comunità; pertanto tutti gli appartenenti, residenti e non, dovrebbero essere fieri non solo di rispettarle ma pretendere che anche gli altri le rispettino. Se poi ci aggiungiamo il lato religioso e quindi la manifestazione della fede attraverso la pietà popolare, alla pretesa si aggiunge anche il non voler modificare ciò che ognuno di noi vive in modo personale ed intenso, emozionandosi attraverso lo svolgimento dei riti e delle funzioni che si tramandano nel tempo.
La comunità dasaese ha dimostrato saggezza, nei tempi passati, condividendo i motivi addotti dal Vescovo del tempo, che hanno portato all’eliminazione degli incanti per portare la statua della Madonna. Questo sta a dimostrare che con il coinvolgimento, con la condivisione e con la preparazione preventiva, se la modifica proposta ha un senso, la comunità risponde positivamente; altra cosa è imporre in modo arrogante e provocatorio e all’ultimo istante i cambiamenti, in segno di sfida alla comunità minacciando ed offendendo chi ha il coraggio di ribellarsi.
A dimostrazione di quanto penso, ti riporto solo qualche esempio eclatante successo in questi ultimi anni.
Nel tuo articolo hai ricordato la veglia del lunedì di Pasqua con i canti tradizionali; forse non sai che il parroco ne ha modificato lo svolgimento. Da tempi immemorabili infatti la veglia avveniva nella Chiesa della Consolazione, dove ogni fedele si recava fino a notte inoltrata per cantare gli inni tradizionali dialettali e non. Adesso non è più così perché il parroco si è inventato ed ha aggiunto una processione serale, che in cuor nostro nessuno vuole, per portare la statua nell’altra Chiesa, dove celebra la veglia fino a notte inoltrata, per poi riportarla nella sua Chiesa.
Caro Salvatore, se non ricordo male, tu indossavi l’abito della confraternita del Rosario e penso ci tenessi anche tu a che i rosarianti, ‘marti ‘i Pasca’, portassero a spalla la statua della Madonna dall’altare fino al sagrato della Chiesa, come era uso e tradizione fare da tantissimi anni; ebbene, anche questo non succede più perché il parroco quest’anno lo ha proibito all’ultimo istante, in modo arrogante, provocatorio e senza alcuna giustificazione.
Le figure dei maestri Valentino, con cui si faceva il sepolcro il venerdì santo, sono ormai depositate in una cassa ed inutilizzati per un capriccio del parroco.
Le processioni nella settimana del “Corpus Domini”, (ricordi gli altarini nei rioni del paese?), non si fanno più per decisione del parroco.
Potrei continuare ancora per un bel po’ con episodi di questo tipo ma preferisco non dilungarmi oltre.
Ecco, caro Salvatore, tu queste cose, vivendo lontano, le ignori (di proposito o inconsapevolmente), ma non pensi che almeno noi, subendo quotidianamente questo tipo di comportamento, abbiamo il diritto di manifestare il nostro disappunto?
Per questo ed altri motivi, alcuni di noi abbiamo ottenuto la possibilità di essere convocati dal nuovo Vescovo in rappresentanza di un gruppo di fedeli della comunità che precedentemente ci avevano manifestato il loro consenso.
Nell’occasione abbiamo espresso il nostro pensiero in merito a quanto avvenuto in questi anni attraverso un promemoria dettagliato che, tra l’altro, pone l’accento sulla situazione che si va aggravando di giorno in giorno nella nostra comunità per il deterioramento dei rapporti con il Parroco. Tutto ciò l’abbiamo fatto anche perché convinti che il Vescovo, essendo stato nominato da poco nella nostra Diocesi, non ne fosse al corrente.
Di certo non è una bella situazione quella che sta vivendo la nostra comunità. Si nota infatti una disaffezione crescente alla fede ed alla vita della Chiesa che, come cattolico, ritengo un male irreparabile a cui la nostra comunità sta andando incontro senza intervento alcuno. Viviamo con un Parroco che invece di operare per creare serenità in paese, si adopera per creare divisioni e per costruire il suo progetto in località Salvatore, ormai al centro dei suoi impegni. Tutto ciò lo porta ad essere assente per la comunità avendo deciso di non vivere insieme a noi nessuna manifestazione che le associazioni o le scuole organizzano in paese.
Caro Salvatore, nel tuo articolo esprimi disappunto per il “modo squallido e profano cosparso di ingiurie , di
bassezze e di arroganza” con cui si è parlato della ‘Ncrinata; io ho letto semplicemente sfoghi pieni di amarezza da parte di dasaesi devoti come te alla Madonna della Consolazione e fermamente convinti che la tradizionale ‘Ncrinata non debba essere stravolta.
Per questo, mentre tu preghi che il vecchio parroco Don Salvatore possa vivere a lungo (personalmente mi associo a questa preghiera), io prego Dio e la Madonna della Consolazione che illumini il Vescovo a prendere la decisione di sostituire il nuovo parroco al più presto, per il bene della comunità dasaese tutta.
Un saluto affettuoso a te e a tutti quelli che leggeranno il mio articolo, che lo condividano o no.
Peppi Giogà