Perdonatemi lo sfogo
Voglio in verità di cuore ringraziare a scanso di fraintendimenti, per conto mio e penso anche di tutto il direttivo dell’Associazione Culturale Dasaese, quanti tramite il nostro sito testimoniano e tengono vivo ed acceso questo Forum testimoniando conformità alla nostra causa e premurosità per il Nostro Paese anche attraverso il Web.
Chiarisco anche, che quello che illustrerò non vuole contrapporsi in modo polemico verso alcuno e che anzi esprimo gratitudine per la radice iniziale che mi è stata offerta da quanti mi hanno preceduto.
Per parlare dell’ACD, vorrei assumere un punto di vista sufficientemente distante e distaccato, tale da farci comprendere le multiforme attività, che ACD ha voluto portare avanti da 25 anni a questa parte, per poi cercare di reinserirle nella nostra cultura (patrimonio di conoscenze ) e tradizioni (trasmissione di memorie).
Scusate se tramite il Web riporto il significato di cultura che potrebbe essere il seguente, Wikipedia :
La nozione di cultura appartiene alla storia occidentale. Di origine latina, proviene dal verbo "coltivare". L'utilizzo di tale termine è stato, poi, esteso, a quei comportamenti che imponevano una "cura verso gli dei": così il termine "culto".
Il concetto moderno di cultura può essere inteso come quel bagaglio di conoscenze ritenute fondamentali e che vengono trasmesse di generazione in generazione. Tuttavia il termine cultura nella lingua italiana denota due significati principali sostanzialmente diversi:
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Una concezione umanistica o classica presenta la cultura come la formazione individuale, un’attività che consente di "coltivare" l’animo umano (deriva infatti dal verbo latino "colere"); in tale accezione essa assume una valenza quantitativa, per la quale una persona può essere più o meno colta.
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Una concezione antropologica o moderna presenta la cultura come il variegato insieme dei costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali e delle abitudini delle diverse popolazioni o società del mondo. Concerne sia l’individuo sia le collettività di cui egli fa parte. In questo senso il concetto è ovviamente declinabile al plurale, presupponendo l'esistenza di diverse culture, e tipicamente viene supposta l'esistenza di una cultura per ogni gruppo etnico o raggruppamento sociale significativo, e l'appartenenza a tali gruppi sociali è strettamente connessa alla condivisione di un'identità culturale.
Tutto allo scopo di dare poi un giudizio più equilibrato, allontanandosi da magnifiche sentenze sull’operato dell’ACD, da mandare a memoria di questo straordinario e meraviglioso forum che si è per fortuna, confermo io, instradato.
Occorre molta forza per resistere e continuare ad agire per il bene della nostra comunità,
potrei interrogarmi,
non perché non si è appagati dalla grande forza, che ti deriva dall’apprezzamento e riconoscenza della tua collettività, per quello che fai o che hai fatto o più adeguatamente per come lo fai ( quella gente che insieme a te lavora, vive o per lo meno ti vede ),
ma dalle continue sfiducie che il popolo dei “Colti Dasaesi,, (che no vive, non ti vede e non lavora con te), riserva, a chi, come al sottoscritto ad esempio, opera da almeno 12anni personalmente, per il Paese, e con l’Associazione Culturale.
Pieno di gratitudine per chi mi ha preceduto, che oltre ad aver dato i fondamenti, e originari principi all’ ADC, continua a far germogliare , educare , guidare, le sorti dell’ACD.
ACD eredita 25anni di Storia , (1983 anno di prima fondazione ) Si, con autocompiacimento di Sagre,
( Esp. nell’ultima Sagra maggioranza e opposizione del nostro consiglio comunale erano seduti nello stesso tavolo, scusate se per i più e poco o non l’hanno ritenuto importante) ,
o di scorpacciate o di canti e balli, o chissà quale altra scempiaggine, aspettando il Natale prossimo, ---- da quale punto di percezione????------,
ma anche di sforzi per cercare di unificare e tenere in una tonalità di stile e di intenzioni le numerose altre attività, che a funzione mnemonica dello scrivente:,
- aver creato questo Sito
- aver realizzato allaccio alla linea ADSL tramite wireless.
- memorabile serata di Cabaret con il massimo che si trova in Calabria Piero Procopio.
- Memorabile serata a San Lorenzo, dove con l’aiuto di Mike Arruzza che ha curato la colonna sonora e i menestrelli, siamo riusciti a trasformare un luogo a modo terrazza da vivere Dasà .
- Sullo stesso stile la rievocazione dagli anni 30 ad oggi degli abiti da sposa lungo le scalinata della Chiesa Madre.
- La collaborazione data al Museo del dialetto il 18/08/2007 ore 16.00 per la dimostrazione della lavorazione del Lino.
- La collaborazione offerta a tutti i progetti scolastici intervenendo con la premiazione, ad esempio, ai migliori temi presentati sul Bullismo .
- A tutte le rappresentazioni teatrali che la Associazione Culturale ha interpretato.
- Poi mi chiedo e chiedo a voi tutti, Perché chi mi ha preceduto negli interventi non ha saputo niente delle discussione che si sono strutturate in quest’ultimo anno:
- Lo Stato d'Israele e la Palestina Don Rocco Scaturchio
- Massoneria e Cattolicesimo Don Rocco Scaturchio e il Dr. Giuseppe Corrado .
- Armistizio a Dasà Sviluppi e Conseguenze Dr. Francesco Romanò
- Dissesto idrogeologico e attività sismica Prof. Inzitari …
- e poca cosa sicuramente aver pulito dall’erbacce e dai rifiuti soliti-urbani luoghi come San Lorenzo – u Mulino – campo Sportivo ….
E potrei portare avanti l’enunciato, dimostrabile , che strutturalmente con evidenza ambiguità rischiamo di screditare, ahimè il compito della ACD, che sempre in coesistenza con l’amministrazione comunale, a favorito, esp… che si realizzasse anche Dasà la statua di Padre Pio, la restaurazione del portone della chiesetta dell’Immacolata, e poca cosa…forse?
Dasaesi, che avete davvero a cuore la nostra comunità, chiedo a voi tutti di interpretare questa mia riflessione per quella che è, ovvero, una noiosissima considerazione di disapprovazione all’analisi direi critica, cercando di rappresentare le cose per quello che sono, consapevole del messo in atto, che si possono esprimere meglio e più circostanziante.
L’invito mio e penso di tutto il direttivo è abituarci ad articolare ragionamenti, più propositivi, ovviamente accompagnati dai fatti, per poi trovare insieme sicuramente, spazi di miglioramento, dopo aver almeno valutato lo sforzo che giorno per giorno sempre le stesse persone infaticabili rendono a questo territorio e alla sua collettività.
Tutti svolgiamo un lavoro, tutti abbiamo una nucleo familiare, tutti avremmo altro…
L’ ACD è sicuramente fucina di idee per il bene del nostro Paese, ma nessuno è al servizio di poteri politici o religiosi e/o sudditanze varie.
Affermo questo, perché affondare tutto l’operato dell’ACD con discorsi lamentevoli, petulanti, in ogni caso insopportabili, soprattutto quando provengono da persone di cultura o ancora peggio da giovani che in realtà sono già vecchi, scricchiolano addosso a chi notifica, di volere un paese migliore.
Non sarà che la realtà che percepiamo e la superficie riflettente e fedele del nostro essere ?
Un’idea viene alla luce e si potrà afferma solo se chi l’ha partorita è in grado di portarla avanti in prima persona, naturalmente con l’aiuto di tutti, ma difficilmente potrà realizzarsi senza gli occhi attenti di chi l’ha generata.
E’ troppo comodo addebitare all’ACD colpe che in realtà sono nostre, di ogni singolo, che ne compone il tessuto collettivo, che ha la responsabilità di reagire per la costruzione, mattone su mattone di quell’edifico del futuro che ha bisogno del contributo sano e positivo di tutti.
Mi piace pensare che l’ACD SIA TUTTI NOI, con le nostre nozioni, i nostri suggerimenti, le illusioni, i sogni, i modi di essere e di pensare, ma non dimentichiamo il fare e gli “ERRORI,,
Le critiche, che sicuramente hanno lo scopo di essere costruttive, (vorrei sperare) arrivano sottoforma magari di suggerimenti, molto eleganti, del tipo non pensate, che forse è meglio fare …..oppure… presi da improvvisi affettuosità per Dasà, consigliano e ci invitano ad agire ( A NUI ), per salvare Es. I Cannuna di San Lorenzo- U Mulinu sutta o Jhiumma – il Museo del Dialetto – tutela e trasmissioni di memorie tradizionali importartanti, come a Ncrinata – Ecc…
A tutti voi mi permetto di esprimere che chi ha scelto ( spiego bene scelto- non costretto ) di vivere a Dasà e soprattutto di far vivere e crescere i propri figli a Dasà, lo fa anche perché spinto da stupide forse ideologie: dalla speranza di un miglioramento sociale, per sentire l’aspirazione che ogni uno di noi possa superare il proprio egoismo individuale e quindi migliorare moralmente e creare i presupposti affinché la nostra condizione di cittadino di Dasà, possa trarre il massimo beneficio, dal coabitare i problemi, le ansie le gioie.
Chiedendovi scusa per il tempo che vi ho rubato con cordiale affetto Vi Saluto.
Pino Portaro ----- Alias Purvararu