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Nuovo messaggio 15/07/2010 16.45
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infiorata  (Italy)

Contraltare

“Apriti li sportelli ca lu Signuri è pe’li strati”

 

Il Signore è per le strade, solo due giorni rispetto ai tradizionali otto. Smarriti gli antichi percorsi, abbandonato il capillare itinerario slargato ad ogni  variante, sono infine avanzate due semplici ed agevoli tappe.

Anche le verginelle dal candido vestito ed i ragazzini col cero gigliato non ci sono più.

Pochi fedeli arrancano,ultimo strenuo baluardo di una religione/religiosità in via di estinzione. “noi vogliam Dio per nostro Padre” balbettano questi orfani del Padre per il venir meno dei figli. Cosicché l’invito ad aprire gli sportelli, ripetuto a ritornello, si perde nell’aria piacevole dell’estate alle porte. 

Nei tempi che furono anche il più ostinato degli anticlericali al passaggio del Santissimo si alzava in piedi e si levava il cappello. Oggi si è perso il cappello, ma ancor prima e ancor di più si è perso il rispetto: non ci si alza più in piedi. Abbandonati su una panchina, catturati nelle proprie commissioni, neanche ci si avvede della processione/funerale di un mondo al tramonto.

Era allora dai mignani una pioggia costante di petali di rose e di papaveri, indorata da ghirlande di ginestra, intrecciata al fogliame fitto di tanti ramoscelli di  acacie, “i caciari” del nostro linguaggio. Una scia di colori ed odori si appiccicava alle pupille e penetrava nelle narici; se ne impregnava  l’animo, complice la lieta stagione, traendone cagione di conforto e di gioia. Le rughe si contendevano l’altarino più bello e ad ogni altarino era un contorno di graziose piccole sposine inginocchiate sotto il vigile occhio di suor Colombina e suor Teresina.

Reminiscenze di una nostalgia lontana pochi decenni anagrafici, distante secoli d’altra cultura. La domenica ci si recava a messa, anche per sbirciare le ragazze. Oggi la domenica si fa un salto al centro commerciale, il nuovo santuario della religione del consumismo. Non potrebbe essere altrimenti: al catechismo del parroco è sopravvenuto l’indottrinamento pubblicitario dei programmi televisivi; i racconti su santa Maria Goretti e Domenico Savio hanno lasciato il passo ad altre vicende di persone e cose che non ci appartengono ma dai quali ci facciamo appartenere per bassa imitazione.

 Un solo giorno all’anno il paese si ridesta, di martedì. Ed è  troppo poco. E nel mentre gli sportelli rimangono serrati vado ostinatamente cercando qualche spiraglio, una fessura, uno spiffero.

Il Signore dei nostri padri sarà anche il Signore dei nostri figli ? 

Questo è il problema, la speranza e l’impegno.

 

Mimmo  Catania

 
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