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Il Giornale dell'A.C.D. Riduci

Inviato da: Admin
31/12/2008 16.04

Da venticinque anni l’Associazione Culturale Dasaese risponde sempre al richiamo delle tradizioni che con forza scandiscono il tempo del nostro paesino, nonostante le molte difficoltà di programmazione e realizzazione, in modo particolare quando queste convergono con l’espressione e la sfera affettiva relativa alla religione popolare molto radicata.
L’ACD, che proprio con queste iniziative sembra rinascere, inserisce tra le pieghe delle antichissime tradizioni nuovi appuntamenti come quello del Presepe vivente, che si va consolidando oramai da otto anni.
L’idea di San Francesco del 1223 d.c., e poi tramandata da pittori e scultori dalla meta del 1700, quando Carlo III di Borbone diffonde il presepe nel Regno di Napoli, inizia la sua fortuna popolare che si perpetua fino ai giorni nostri per rivivere nella pienezza l'essenza e lo spirito del Natale.
Anche a Dasà, dopo mesi di utili confronti e settimane di programmazione e giorni di duro lavoro, arriva concretamente con grande passione ed entusiasmo a materializzarsi l’idea di trasformare il nostro centro storico come le vie di Betlemme di 2000 anni fa.
E se la nostra Betlemme era finta, il vino, l’olio fresco locale, le curujicchjie, il pane caldo, le bruschette con formaggio, salame, ndujia e suriaca, e soprattutto le ricotte fresche fatte al momento dalle sapienti mani della famiglia Urzia e l'allegria offerti ai numerosi visitatori, non lo erano di certo.
Gli ospiti hanno potuto vivere l'evento in "full immersion", passeggiando fra le strette vie del borgo medievale, scenario impareggiabile, lasciando un tocco di pregevole originalità.
Il tutto supportato anche dalla nutrita schiera d’animali: pecore, agnelli, capre, maialini, asini, cavalli, tutto reale in un cotesto primordiale, che dava l’idea di quanto distante sia da noi quest’antico mondo, e messo in risalto dagli arcaici mestieri ben rappresentati: ‘u scarparu, u’ vasaiu, u’ ricottaru, u’ catuju cu’ vinu, ‘a vucata, u’ sapuni fattu in casa, u’ forgiaru, ‘u scarpellinu- ‘a pignata cu’ ‘a suriaca, così come pure u’ pana i casa e u’ ricamu.
Di notevole estro artistico le scene del palazzo d’Erode o quello dedicato ai Re Magi arricchito dai tanti mercatini di spezie, frutta di stagione, vasi in terra cotta e tessuti.
L’ACD è riuscita a coinvolgere cento persone tra attori e comparse, che insieme ai fari illuminati per le vie del nostro paesello, riescono a dare risultati clamorosamente insperati di spessore impensabile e imprevisto, dimostrando la capacità di scardinare e abbattere le pareti dell’immobilismo che s’impadronisce per molto tempo di alcune forze eccellenti del nostro paese.
La Betlemme nostrana accoglieva i visitatori da via Cavour, trasferendo in un tripudio di colori luce soffuse dalle fiaccole appese ai muri, odori provenienti dalla genuinità dei tipici prepararti e suoni profusi dall’immancabile e impareggiabile zampogna; suggestione questa che accompagnava gli ospiti fino ad impattare nella nostra piazza, per l’occasione trasformata in querceto, alberi trapiantati, sparsi a ricoprire ogni angolo dello spiazzo e in cima alla scalinata con sapiente gusto artistico la capanna della Natività, curata nei minimi particolari.
Tutto stimolava a riflettere sul significato del Natale e della Sacra Famiglia: In Cristo la salvezza è offerta a “uomini di ogni tribù, lingua popolo e nazione” (Ap 5,9). Tutti i popoli guardano a Lui, Re delle genti. L’universalità della salvezza in Cristo è sottolineata dai Magi, primi rappresentanti di quei pagani ai quali essa viene offerta. Gesù è il Salvatore anche di chi non lo conosce o non lo riconosce, e i cristiani sono chiamati all’apertura, alla solidarietà gratuita, al rispetto di ogni persona e di ogni cultura.
Da questa positiva presa di consapevolezza l’ACD può garantire che Il presepe vivente sarà ampliato e curato meglio in ogni dettaglio, sempre consapevole che ciò che s’è fatto è sempre punto di partenza per migliorarsi e raffinarsi. Questo è il nostro impegno perchè crediamo si tratti di un'iniziativa importante pure ai fini della valorizzazione del nostro centro storico. C'è molto entusiasmo soprattutto nei ragazzi che, con creatività ed impegno, hanno saputo dar vita ad un importante momento di aggregazione e collaborazione: concetti, questi, che stavano scomparendo nella nostra comunità.
La manifestazione ha avuto il pregio di riunire in un unico grande momento la comunità tutta: Scuola, Comune, Parrocchia, Museo del Dialetto da cui ci aspettiamo una più incisiva ed energica partecipazione per le prossime manifestazioni.
Completo con i ringraziamenti a tutti coloro che hanno voluto immergersi in questa magica avventura, a chi mi ha dato la possibilità di viverla in prima persona e chi, e sono tanti, mi sono stati vicino nei momenti di sconforto; tutti loro mi rendono orgoglioso di essere nato a Dasà.
Infine un grazie a chi a voluto visitare il nostro Presepe Vivente, vi aspettiamo ancora più numerosi il prossimo anno.

Il Presidente dell'A.C.D.
Pino Portaro

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Re: Presepe Vivente a Dasà

non sono riuscito a visionarlo ma, chi l'ha visto e rimasto incantato!!!

Da orteip a   16/01/2009 9.30

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