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15/07/2008 20.59
Domenica 11 maggio 2008, Dasà ha avuto il suo più grande momento di gloria sportivo dell’anno.
Al termine di un esaltante campionato, e dopo le finali play-off vinte contro un avversario ostico come la A.W. Pizzo, la S.S. Dasà ha raggiunto la promozione alla II Categoria.
Pubblichiamo il contributo inviatoci da Enzo Farina:
"Quando, due anni fa, ho appreso che era stata “rifondata” la S.S. Dasà ho gioito e la stessa emozione hanno certamente provato i tanti dasaesi che amano il calcio “live” e non hanno dimenticato i fasti della “mitica” Società Sportiva degli anni ’80-’90.
Ho usato il termine “rifondazione” perchè mi è sembrata chiara la volontà dei neo-dirigenti di rimarcare un collegamento con il passato: stessa denominazione, stessi colori sociali. Onore al merito, dunque, ed un grazie di cuore a Pino Santaguida, Bruno e Rosario Cosentini, Saverio Carrà, Carmelo Demasi, Michele Papillo e gli altri che in questo momento mi sfuggono e che, naturalmente, accomuno in questo abbraccio virtuale.
Onore al merito, non solo per averci regalato (dopo circa un decennio di “black out”) la gioia di vedere riaperto il “Rosario Arena” e di poter gridare “Forza Dasà”, ma anche per aver saputo allestire da subito una squadra competitiva, affidata ad un allenatore (Gregorio Spurio, vecchia gloria della Medimo) magari di temperamento un po’ nordico ma certamente serio e competente. Un giusto mix di gioventù ed esperienza che ha, fin dalle prime apparizioni, evidenziato un gioco gradevole, a tratti spettacolare, degno di categorie superiori. Naturalmente ci stiamo riferendo, in questa rapida carrellata sulle vicende della nuova S.S., al primo campionato di Terza Categoria (2006/2007), terminato con l’incredibile disfatta nella finale play-off di Soriano, quello 0-4 che nessuno avrebbe mai immaginato di poter subire, dopo l’esaltante partita di andata (6-2 per noi).
Il campionato, d’altronde, si sarebbe potuto concludere senza dubbio con la promozione diretta se si fossero evitati alcuni errori: un po’ d’inesperienza, un eccessivo furore agonistico che è costato qualche squalifica di troppo, qualche assenza forse evitabile in partite decisive, l’imprevisto forfait di Ivan Santaguida ad inizio campionato.
Archiviata la prima esperienza con un bilancio comunque positivo (terzo posto nella “regular session” e finale play-off), ci siamo riaffacciati, con rinnovato entusiasmo, al secondo campionato di Terza Categoria, quello appena concluso con la meritata promozione in Seconda. Anche in questo caso occorre dare i giusti meriti alla dirigenza, soprattutto per essere riuscita a mantenere praticamente intatto l’organico (sfruttando, così, l’affiatamento e la compattezza di un gruppo ormai collaudato), con l’aggiunta di un autentico fuoriclasse qual è senza dubbio Ivan Santaguida, genio e sregolatezza (il nostro Cassano, per intenderci, con le dovute proporzioni). Parlare dei singoli è sempre antipatico; premesso, quindi, che i meriti per il traguardo raggiunto vanno equamente divisi tra tutti, vorrei indicare Ivan come simbolo della nostra squadra: per il bagaglio tecnico che ne fa ancora un giocatore di categoria superiore, per l’attaccamento alla maglia, per lo spirito di sacrificio dimostrato anche in condizioni fisiche precarie, per l’atteggiamento di grande sportività nei confronti di arbitri ed avversari. Nessuno ha, forse, subito più falli di lui ma non l’ho mai visto reagire in maniera scomposta: sorriso, stretta di mano e pedalare.
Se poi vogliamo continuare nelle citazioni (sempre con la premessa già fatta del “bravi tutti”), non si può ignorare un altro fuoriclasse: Nicola Citino, un attaccante che farebbe gola a squadre di categoria superiore, ma che egoisticamente speriamo di avere ancora con noi. Peccato per quel lungo stop legato allo spiacevole episodio di San Nicola da Crissa, ma alla fine le conseguenze della sua assenza non hanno pesato più di tanto sull’esito finale. Non si può, certo, pretendere la perfezione, ma con un po’ di calma in più (vedi anche Sant’Onofrio) i risultati non potranno che essere migliori. Una citazione merita anche Domenico Calogero, a cui mi legano tanti ricordi e mille emozioni vissute sui campi di mezza Calabria. Certamente non è più il bomber di una volta (per ragioni anagrafiche e cambiamenti di ruolo) ma la classe è ancora intatta e si vede ogni volta che tocca il pallone. Segna poco ma manda in rete i compagni con “assist” degni di altre platee e alla fine il risultato è lo stesso. Potrei continuare citando gli altri “eroi” di questa piccola-grande impresa sportiva (Domenico Figliuzzi, Vincenzo Corrado, Luigi Bruni “Cannavaro”, Rocco Iorfino, i fratelli Maiolo, i fratelli Maneli, Giuseppe Papillo) ma rischierei di dimenticarne qualcuno e non sarebbe giusto.
Adesso ci attende una nuova avventura in un campionato di categoria superiore, dove affronteremo compagini senza dubbio più attrezzate ed esperte. Non è possibile, al momento, fare previsioni sul ruolo che potrà avere la nostra squadra: bisognerebbe conoscere le intenzioni dei dirigenti che dovranno, sicuramente, fare i conti anche con le risorse disponibili. Certamente un primo passo importante sarebbe poter confermare il gruppo di quest’anno con l’inserimento di nuovi elementi indispensabili sia per ampliare l’organico, sia per dotarlo del necessario bagaglio di tecnica e di esperienza. Non sarà, alla fine, un compito impossibile da assolvere: l’entusiasmo non manca ma ci vorrà anche il contributo di tutti: tifosi, istituzioni, dirigenti, calciatori.
Chiudo con un’ultima annotazione: negli ultimi due campionati, a fronte dei lusinghieri risultati sportivi conseguiti, la nostra squadra si è classificata al penultimo posto nella speciale classifica della “Coppa Disciplina”. Vogliamo migliorare anche in questo settore? Sarebbe un bel segnale di cambiamento, di maturità e di vera continuità con il nostro passato.
Il mio augurio è di vedere sventolare il glorioso vessillo rosso-verde sempre più in alto.
Alla prossima e… FORZA DASA’!"
Enzo Farina
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