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06/07/2008 22.18
Durante l’ultima mia breve permanenza a Dasà, ho avuto l’occasione di fare una passeggiata fra gli olivi secolari che si trovano in località Bracciara. Sono rimasto così colpito dalla maestosità e dalla particolarità di alcuni esemplari (vedi foto), che rimango molto sconcertato pensando al consistente abbattimento di queste meravigliose e fruttuose piante avvenuto negli ultimi anni a Dasà.
Da via Calvario (luogo dove si svolge ogni anno la tradizionale “’Ncrinata”) a via Aldo Moro, il paese è stato spogliato di piante di olivo secolari che hanno caratterizzato per anni l’economia ed il paesaggio dasaese.
Per meglio comprendere l’importanza e la particolarità di questo nostro patrimonio, ho chiesto a Beniamino Tripodi, Dottore in Agraria e Direttore Tecnico di un’importante azienda olearia toscana, di inviarmi qualche sua considerazione sull’argomento da condividere con tutti voi.
“Caro Giuseppe, mi chiedi alcune considerazioni per la salvaguardia dei nostri olivi secolari ed allora ho pensato ai vari significati che la coltura dell’olivo ha avuto nella area del Mediterraneo.
Importanza storica
La storia dell’olivo e dei suoi frutti si perde nella notte dei tempi ed accompagna la storia della civiltà mediterranea.
In Italia, secondo alcuni studi più accreditati, sembra che i primi olivi siano stati piantati dai Greci in Calabria nell’VIII sec.a.c., epoca in cui colonizzarono la Sicilia e l’Italia meridionale.
La pianta aveva un grande significato presso le antiche civiltà ed in quella ellenica; l’olivo assumeva una “missione a vantaggio degli uomini” ed era consacrato ad Atena. L’importanza era tale che: “Se qualcuno avrà sradicato o avrà abbattuto un olivo, sia di proprietà dello Stato sia di proprietà privata, sarà giudicato dal tribunale e se sarà riconosciuto colpevole verrà punito con la pena di morte” (Aristotele, costituzione degli ateniesi).
Anche nel mondo cristiano l’olivo assume un alto significato, essendo simbolo di pace e riconciliazione, tanto è vero che, nella Sacra Scrittura, la colomba di Noè tornò, dopo il diluvio, all’arca con un ramoscello di olivo indicando che si era placato lo sdegno di Dio.
A prescindere da questi ed altri significati di cui potremmo scrivere molto, senza alcun timore si può affermare che in epoche passate l’olivo ha avuto un ruolo fondamentale tanto da meritare pienamente la definizione data da Columella: “olea prima arborum est” (fra tutti gli alberi il più importante è l'olivo).
Importanza economica
La Calabria è una delle regioni con maggiore vocazione per la coltura dell’olivo; le condizioni pedo-climatiche sono così favorevoli, che le piante assumono un portamento davvero maestoso, come in nessuna altra regione del mondo.
L’importanza economica della coltura in Calabria è confermata da alcuni dati molto eloquenti:
la produzione si attesta intorno ai 100.000 ton di olio ed il valore costituisce il 25% del plv agricolo (prodotto lordo vendibile) contro appena il 4% a livello nazionale. Le aziende interessate alla coltivazione, in Calabria, sono circa 130.000, rivestendo così una grande importanza dal punto di vista sociale (unità lavorative e giornate lavorate).
Importanza paesaggistica e tutela del territorio
Aspetto paesaggistico e salvaguardia del territorio da fenomeni di dissesto idrogeologico.
Il paesaggio della nostra regione è fortemente connotato dalla presenza della pianta di olivo che si sviluppa prevalentemente su terreni declivi.
Il comprensorio dei nostri paesi ne è l’espressione per antonomasia: l’olivo circonda queste aree urbane dando l’impressione di piccoli insediamenti circondati da boschi di olivo.
L‘importanza paesaggistica quindi è facilmente comprensibile a tutti noi che conosciamo questa realtà pertanto è necessario tutelare questo patrimonio per non depauperare il territorio di una sua componente essenziale.
Oltre all’aspetto paesaggistico occorre evidenziare un altro grande ruolo che la pianta svolge sul nostro territorio: tutela i terreni declivi da fenomeni di dissesti idro-geologici ed eventi franosi.
L’azione di salvaguardia è data essenzialmente dall’apparato radicale della pianta che tende a stabilizzare i terreni di media/forte pendenza da fenomeni di smottamento dei terreni declivi. L’altra azione è svolta dalla chioma; questa durante le precipitazioni di alta intensità svolge la funzione di intercettare l’acqua meteorica e farla ricadere sul terreno lentamente, smorzandone l’intensità. Questa funzione regolatrice nei confronti delle piogge è essenziale per evitare un dissesto idrogeologico del nostro territorio; non possiamo meravigliarci o rimanere stupiti quando il nostro territorio viene interessato da eventi franosi o di dissesto idro-geologico che hanno provocato eventi luttuosi nella nostra provincia.
Una legislazione regionale, in materia di tutela degli alberi di olivo secolari, è importante per la salvaguardia di questo patrimonio naturale e per perseguire chi non rispetta le norme in materia; tutto ciò non sarà sufficiente se ognuno di noi non assumerà comportamenti più rispettosi verso l’ambiente che ci circonda.
La coltura dell’olivo ha dato tanto alle generazioni passate: frutti da mangiare, olio, legna per riscaldare; oggi stiamo assistendo ad una incontrollata ceduazione (taglio) di alberi di olivo che non solo stanno depauperando il nostro territorio ma può rappresentare l’inizio di un dissesto delle pendici che ci circondano.
Ognuno di noi può dare un piccolo contributo, mi auguro che queste miei brevi considerazione possano sollecitare qualche riflessione sull’argomento.”
Beniamino Tripodi
Postato da Giuseppe Corrado ('76)
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