Search   You are here:  Blog  
Cerca un Blog Riduci

Il Giornale dell'A.C.D. Riduci

Inviato da: Admin
27/06/2008 17.34

Lo scorso inverno ci siamo impegnati attivamente nella risoluzione dell’ormai cronico problema del digital divide. Non avendo alcun riscontro in merito ai tempi di attivazione dell’ADSL da parte di Telecom, o altre Società del settore, ci siamo fatti promotori di un incontro con la società WICAL per meglio comprendere e valutare la possibilità di connettersi ad internet attraverso la tecnologia wireless. Dell’evento Valerio Colaci scrisse sul giornale CalabriaOra l’articolo “Connessione veloce a Dasà”.
Ad oggi, purtroppo, constatiamo che nulla è cambiato se non che si stanno moltiplicando gli appelli da parte di coloro che si sentono esclusi dal mondo dell’informazione, del lavoro e dello sviluppo, ossia internet. Gli amici di Trivuli e Godiani, il forum dell’Altomesima, ed altri siti calabresi hanno affrontato l’argomento rivolgendo anche accorati appelli alle Amministrazioni locali affinché si prodighino nella risoluzione del problema.

Pubblichiamo di seguito il prezioso contributo inviatoci da Valerio Colaci.

“ALTO Mesima, BASSA tecnologia

Sei milioni e 56k. Sono, rispettivamente, il numero d’italiani (10% della popolazione) e la velocità a cui è loro concesso di “nuotare” in rete. A confronto la Salerno-Reggio è oro. In quel 10% di italiani, tanti, troppi, ci siamo anche noi, non poteva non essere così, coinvolti in un digital divide (concetto coniato, pensate un po’, per indicare il divario tecnologico dei paesi del terzo mondo) assurdo che, nell’era della comunicazione globale, rischia di tagliarci ancora di più fuori da un mondo dal quale abbiamo già un piede al di là. Una situazione inammissibile e demoralizzante che genera un senso d’esclusione da una realtà che cambia radicalmente giorno per giorno e che, grazie alla banda larga, permette di raggiungere in pochi istanti, sia pur virtualmente, ogni punto del globo, offrendo opportunità di ogni genere. Il tutto con un semplice clic. Ma noi ne siamo fuori. A noi quel clic non è concesso e possiamo solo guardare ed immaginare la miriade di potenzialità permesse dalla banda larga, sottomessi al 56 k tartaruga (che se ti va bene naviga al massimo a 52, con un servizio il cui costo è inversamente proporzionale alla qualità), mentre le aziende telefoniche propongono offerte fino a 20 Mb. E ti prendono pure in giro, contattandoti e chiedendoti se vuoi l’Adsl. «Ci risentiamo tra 50 anni magari». L’unica alternativa è il wireless, internet senza fili. Ma i costi sono quasi proibitivi ed il servizio alquanto instabile. D'altronde viviamo nella parte dello stivale in cui i diritti, da quello alla salute, al lavoro, dai servizi pubblici di trasporto, alla qualità della rete viaria, passando dal metano nelle case, alla stessa possibilità di comunicare, sono un optional. La nostra zona, poi, è la cosiddetta “costa magra”, dove l’acqua è sempre poca e la papera non galleggia mai. Qui Telecom non ha interesse ad investire, non ha ritorno. Siamo al di fuori della palizzata imposta dalle regole del business. Siamo cittadini italiani solo sulla carta ma, di fatto, non lo siamo affatto. Così, per non parlare dell’impraticabile download di programmi, musica o altre risorse, della quasi totale impossibilità di aprire celermente una quantità sempre maggiore di siti web (divenuti sempre più pesanti), o della facilità d’imbattersi in frequenti e costosi “dialer” che gonfiano la bolletta in maniera spropositata, le nostre aziende sono private di qualsivoglia possibilità di proporsi sulla rete (eppure disporremmo di risorse locali potenzialmente appetibili), gli studenti rinunciano a reperire materiale di studio sul web, la multimedialità, il telelavoro, l'e-commerce, l’e-learning (formazione a distanza) sono una chimera, aggiornare un semplice antivirus è un’impresa, non ne parliamo se si vuole leggere l’edizione on-line di un quotidiano e, se devi mandare una mail con degli allegati un po’ più pesanti del dovuto, ti conviene stamparli e spedirli con posta ordinaria. Eccetera, eccetera, eccetera. Una vergogna. Ogni cittadino deve essere parte della società con potenzialità e diritti pari agli altri. La comunicazione è il volano della conoscenza e del progresso e ancora di più lo sarà domani. Internet ad alta velocità è, oggi, lo strumento di comunicazione per eccellenza, un gradino sulla scala dell’infinità di piani di sviluppo offerti dalle nuove frontiere tecnologiche. Bisogna investire in tale frangente e, come si fece all'inizio del ‘900 per alfabetizzare il paese culturalmente, combattere l'analfabetismo e l’isolamento digitale, sfruttando ogni forma di risorsa economica ed umana possibile. Le amministrazioni locali devono pressare di più perché, capitalizzare in questo settore, non potrà mai essere considerato uno spreco o un investimento senza ritorno. Continuando con questa politica saremo tra gli analfabeti del prossimo futuro. Ed io non voglio esserlo.“

Valerio Colaci

Tags:

Anche io non voglio esserlo!

Bravo Valerio! Hai colto nel segno.
Per i nostri paesi, internet potrebbe essere un'ancora di salvezza.

Da giucor76 a   03/07/2008 13.37

Re: ALTO Mesima, BASSA tecnologia

Grazie a Valerio per averci dato l'occasione di unirci alla protesta. E' una situazione insostenibile quella di navigare in rete. Ed oggi sono arrabbiato più degli altri giorni perchè per inviare due foto a mia figlia, ho impiegato tutto il pomeriggio. Mi auguro che molti si uniscano alla protesta e che insieme possiamo trovare un modo più efficace per farci sentire. A presto
peppi Giogà.

Da zucchino46 a   30/06/2008 22.45

Re: ALTO Mesima, BASSA tecnologia

due sole domande: DOVE? e QUANDO? Io sono ancora residente a Dasà sebbene non ci viva... ma ciò non toglie che mi interessa far evolvere il mio paese!!! Il problema è che siamo sempre i soliti tre...ormai!

Da Cristian a   03/07/2008 9.43

Re: ALTO Mesima, BASSA tecnologia

I soliti tre!? Fino a un mese fa eravamo soli. I singoli non hanno potere e non vengono ascoltati. Occorre coinvolgere, attraverso internet ed il passaparola, sempre più persone che siano interessate all'argomento. Solo quando avremo il giusto peso, potremo parlare del "come", "dove" e "quando". Purtroppo nei nostri paesi è difficile far cambiare le cose in poco tempo. Bisogna lavorare con pazienza, convinzione e collaborazione. Il resto si vedrà!

Da giucor76 a   02/07/2008 14.14

Lista dei Blog Riduci
Syndicate  

Home:Eventi:Forum:Blog:F.A.Q.
Copyright (c) 2010 Condizioni d'Uso Dichiarazione per la Privacy