Da Admin il
19/03/2010 22.39
Ho vissuto da piccola la festa di Dasà come tutti i bambini, sentendo la magia di qualcosa che non potevo comprendere ma che era intrisa di mistero, senso del divino, festosità e che finiva con la grande tavolata attorno a cui ci si ritrovava insieme a zii, cugini a gustare cibi dai sapori indimenticabili e a condividere una sensazione calorosissima di famiglia allargata.
Allora erano ancora tutti vivi: i miei genitori, Vincenzo (Nino) Magnoli, Rosaria Tripodi (Rosareja ‘i Rosanna), la zia Maddalena, lo zio Nino Anzoise, Pietro, i miei fratelli, i miei cugini: che mondo ricco! Ricordo i profumi intensi che si espandevano nel paese, l’olio, il vino, i salumi conservati sott’olio, il pane dal forno della zia Maddalena. E i colori allegri delle ciambelle messe all’asta, degli stendardi con le banconote appese: Il banditore che passava per le strad
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